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Il sogno di un bambino diventa realta grazie all'utero in affitto Print E-mail

La maternità surrogata in Italia è vietata dalla legge 40/2004 sulla procreazione assistita, che prevede fino a un milione di euro di multa e fino a due anni di carcere per chi la organizza e realizza e anche per chi la pubblicizza facendo i nomi di cliniche e agenzie.

Le donneche non riesconoaportarela gravidanza a terminee che vogliono diventareuna madrea tuttii costi,affittarel'uterodelle madri surrogate,pagandoanche molti soldi.

maternità surrogatainItaliaèvietatadallalegge 40/2004 sulla procreazione assistita, che prevede fino a un milione dieuro di multae finoa dueanni di reclusione perchi la organizza e realizza e anche per chi la pubblicizza facendo i nomi di cliniche e agenzie.

Ma nel mondo, la maggior parte dei Paesi non hanno leggi in materia; secondo numerose testimonianze la maternità surrogata viene praticata in totale assenza di regole nell’Europa dell’Est e nel Terzo Mondo, in particolare Ucraina, Russia, e India. Qui i costi sono contenuti proprio per la povertà dei Paesi. In Inghilterra questa pratica, ma solo in forma gratuita, è ammessa dalla legge, ma i committenti devono adottare il bambino, che alla nascita viene sempre registrato come figlio della donna che lo ha partorito.

Negli Usa, molti stati non hanno leggi precise, ma alcuni consentono la gestazione di sostegno e la regolamentano (alcuni vietano il pagamento, altri la limitano alle coppie sposate, altri richiedono l’adozione). Esistono comunque studi legali specializzati che indirizzano nel modo più conveniente anche le coppie straniere.

BASTA DIGITARE “surrogate mother” in un motore di ricerca per entrare in un luogo che non ha confini geografici. Agenzie specializzate, offerte di ovuli, ricerche di donatrici, siti personali nei quali in un tripudio d colori pastello, fiocchi, cicogne e palloncini si raccontano esperienze felici, forum di discussione dove l’anonimato scioglie le lingue: “Cerco una madre surrogata, ma la vorrei cinese come me.” “Più si avvicina la data del termine, più ho paura di non riuscire a staccarmi dalla creatura che ho portato nove mesi.” Ci sono perfino uomini presi da un irresistibile bisogno di paternità: “Cerco utero in affitto per avere un figlio, in cambio offro pagamento degli studi o l’acquisto di un appartamento.” La terminologia scientifica è pudicamente relegata alla fase preliminare, poi è tutto “fantastico”, “meraviglioso”, “incredibile”. Molte donne dichiarano che non potrebbero mai donare i loro ovuli per farli portare a maternità surrogata incapace di produrli, ma sarebbero felicissime di mettere il loro utero a disposizione di una poveraccia che ce l’ha in panne. Mentre gli argomenti dei contrari si riducono a: “Cosa si puo' raccontare a un bambino nato da un utero in affitto? Che cosa sarebbe per lui l'altra donna?” Be', si potrebbe dirgli che il contratto è scaduto e lei gli ha dato lo sfratto...

In Italia se ne comincia appena a discutere, ma in Ukraina l'uso di ricorrere all'utero in affitto, è legale da dieci anni. Ci asteniamo da commenti tipo: "Con tanti orfani al mondo, perché non ricorrere all'adozione piuttosto che ad un'esperienza così trasgressiva ed artificiosa?". Ci asteniamo proprio perché riteniamo che ogni donna abbia diritto alla maternità - sia pur ricorrendo ad un procedimento anomalo - in linea con una propria scelta del tutto personale.

Una vicenda clamorosa, in merito all'argomento, ha occupato gli spazi dei quotidiani nazionali in questi giorni.Un'aspirante madre biologica romana, trentenne, è penalizzata da una malformazione all'utero che le impedisce di portare avanti una gravidanza, ma non di produrre ovociti.Il marito, trentacinquenne, soffre di una grave forma di azospermia. La coppia si è rivolta cinque anni fa ad un noto ginecologo che li ha sottoposti ad una fecondazione in provetta e ha congelato cinque embrioni in attesa di una "madre surrogata". Dopo cinque anni, la coppia trova una donna donatrice, amica dell'aspirante madre, disposta a mettere alla luce il loro bambino. Ma il codice deontologico dei medici vieta l'intervento e il caso finisce in tribunale. Nonostante la sentenza del giudice (donna) abbia autorizzato l'impianto dell'embrione, la coppia ha rinunciato a proseguire l'intervento. Gli aspiranti genitori si sono tirati indietro, non sopportando la pressione che si è stretta intorno a loro. Troppo clamore, troppi condizionamenti e incognite sul futuro del bambino. Il tentativo non si farà in Italia; molto probabilmente avrà luogo all'estero, in uno dei Paesi che non pongono ostacoli legali. Insomma, i due coniugi, forse spaventati dai problemi etico-legali che l'eventuale nascita del figlio avrebbe portato con sé (fra cui il rischio che il bambino fosse tolto loro e dato in adozione) hanno scelto vie più agevoli, verso lidi lontani dalle chiacchiere e dalla réclame negativa.

E pensare che in ukraina esiste addirittura una Organizzazione della Speranza(la Biotexcom) che si occupa di maternità surrogata. Ogni anno l'Organizzazione riceve richieste ed entra in contatto con almeno 700 coppie di interessati al problema. Tra i richiedenti aiuto non vi sono solo soggetti con problemi di sterilità, ma anche coppie ritenute troppo vecchie per ottenere un figlio in adozione.

Spesso esiste già un'amica o una componente della famiglia disposta ad offrire il proprio utero per la difficile esperienza. Dopo il parto, anche quando la madre surrogata non è legata alla coppia da precedenti vincoli amicali o familiari, resta un contatto: telefonate, fotografie, incontri.

Non volendo entrare nel merito dei sentimenti e del lato umano di tutta la difficile faccenda (tipo: "Come si sentirà la madre surrogata quando, dopo aver portato in grembo per nove mesi un figlio, dovrà separarsene come se si trattasse di un bubbone o di un dente che le estraggono dal corpo?") e,. soprattutto, volendoci astenere da ogni genere di giudizio morale, ci atterremo a quanto dice la legge. Quella italiana non vieta solo l'utero in affitto, ma anche la fecondazione eterologa, ammettendo solo quella omologa (con seme non estraneo alla coppia), anche se il giudice (donna) - sottolineando il vuoto legislativo - ha autorizzato, come dicevamo all'inizio, il ginecologo a superare il divieto deontologico, mettendolo nella condizione di realizzare l'intervento, motivando la sua decisione sull'esistenza di un diritto alla maternità e sul fatto che esiste un pericolo di deterioramento degli embrioni congelati.

In ukraina - come dicevamo più sopra -, la maternità surrogata è legale. Non esiste però un pendolarismo della speranza da altri Paesi in cui la maternità surrogata è ancora vietata.

Che possa verificarsi in futuro anche in Italia - e quindi in Polesine, terra conservatrice per atavica tradizione - questo fenomeno anomalo di una grande .atipica famiglia allargata con l'ausilio di uteri affittati o prestati?

In epoca di clonazioni e medicina futuribile, tutto possiamo aspettarci.

I genitori famosi: Sarah Jessica Parker, Ricky Martin e l'utero in affitto.

Una attrice al top della carriera vuole un secondo figlio, scopre che non ci riesce e si rivolge a un'altra donna perché resti incinta al suo posto. Potrebbe essere il copione di un film di Hollywood o di una puntata di Sex and The City: è invece la storia vera di Sarah Jessica Parker. La Carrie Bradshaw del piccolo schermo sta per diventare mamma di due gemelle con l'aiuto di un ‘utero in affitto'. "Sarah e il marito Matthew Broderick sono al settimo cielo. Ci hanno provato varie volte senza successo e hanno concluso che la maternità su commissione era l'alternativa migliore per far crescere la famiglia", ha dichiarato una portavoce della coppia.

La Parker ha 44 anni, Broderick 47: sono sposati da 12 anni e hanno già un bambino di sei anni, James. "Le gemelle sono un figlio in più di quando si aspettassero", ha detto un amico a Star, il rotocalco da supermercato che ha fatto lo scoop della gravidanza per procura."La loro vita familiare sta per diventare molto più piena", ha confermato il portavoce dei due attori. Sarah e Matthew abitano a Manhattan: secondo Star la madre surrogata sarebbe una divorziata di 26 anni dell'Ohio, lo stato di origine della Parker. "L'avrebbero pagata decine di migliaia di dollari per portare a termine la gravidanza", ha detto il rotocalco senza precisarne le modalità: se le gemelle nasceranno da ovuli provenienti da una banca della fertilità, se siano invece quelli di Sarah fecondati dallo sperma del marito o se - il caso più controverso dal punto di vista legale - siano stati messi a disposizione oltre all'utero dalla donatrice. Le bambine - in ogni caso - nasceranno tra due mesi.

Una maternità su commissione come quella della Parker - descritta a Hollywood la scorsa estate nella commedia Baby Mama con Tina Fey e Amy Pohler - è diventata sempre più popolare tra le celebrità al top della carriera in parte perché pochi comuni mortali possono permmetersela, ma anche perché consente di evitare incidenti di percorso come quelli di Madonna e delle sue adozioni in Malawi.

Ricky Martin, i gemelli e l'utero in affitto.

Ricky Martin però papà lo è diventato, in questo momento è chiuso nella sua villa con due pargoli avuti grazie ad un utero in affitto. C'è chi vede poca poesia in questo tipo di operazioni, ma tant'è: un donna gli ha regalato due bambini. A confermare la nascita dei gemellini è stato il portavoce di Ricky, precisando proprio che i due maschietti sono il risultato di un utero "in affitto". I piccoli stanno bene, e questo è l'importante, e si trovano nella villa di Fisher Island a Miami.

"Ricky è orgoglioso e felice di cominciare questo nuovo capitolo della sua vita e si terràfino alla fine dell'anno lontano dalle sceneper dedicarsi completamente ai bambini", hanno detto i suoi portavoce.

Incredibili i risultati di un sondaggio riportato da Donna Moderna. A quanto pare una italiana su tre sarebbe favorevole all’utero in affitto. Quando si parla di utero in affitto pensiamo subito ai VIP. Infatti si può dire che per le star si tratta di una vera e propria moda. L’ultima in ordine di tempo che ha deciso di ricorrere ad unamadre surrogataè stata l’attrice Sarah Jessica Parker. Non dimentichiamoci poi che anche i due gemellini del cantanteRicky Martinsono nati in questo modo. Perché si ricorre all’utero in affitto? Difficile riuscire a stabilire un motivo universalmente valido per tutti. Qualcuno che magari non riesce più ad avere figli vede in questa scelta l’ultima possibilità. Altre lo fanno perché non vogliono rinunciare a pericolosi hobby o altre abitudini che una gravidanza farebbe invece interrompere.

Voi cosa ne pensate? Ricorrereste ad un utero in affitto?

Anche il famoso cantante Ricky Martin si fa prestare gli apparati riproduttivi per avere bambini. Di utero in affitto abbiamo parlato segnalando la gravidanzadi Sarah Jessica Parker. L’argomento mi sembra molto in auge in questo momento visto che anche su Donna Moderna ho trovato un sondaggio a tal proposito. Se già la cosa mi sconvolge un po’ quando si tratta di donne, figuriamoci nel caso di uomini e per giunta single.

Magari per voi la notizia è già bella che digerita, ma io vivo in un altro pianeta e scoprire che Ricky Martin ha affittato un utero per avere dei gemelli mi ha lasciata a dir poco basita. Già immagino i commenti di una mia amica: i figli sono un dono e non un diritto.

 
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