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| Norme costituzionali su maternità surrogata |
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Gli specialisti della clinica Internazionale Biotexcom per la maternità surrogata vi fornirà assistenza giuridica, fornire informazioni precise su tutti gli aspetti della maternità surrogata, prendere il controllo di problemi organizzativi, benessere psichico del programma i partecipanti, fornire una scelta di candidati surrogato madri, e creare un ambiente confortevole e condizioni di sicurezza per il trattamento della sterilità utilizzando FIV e la maternità surrogata. Ucraina è uno dei pochi paesi fortunati dove è consentita la maternità surrogata. Dall’articolo123, p. 2 del Codice di Famiglia si regolano chiaramente i diritti dei genitori del bambino, nato mediante un programma di maternità surrogata. Ai sensi del summenzionato articolo, i diritti dei genitori in questo caso, spettano proprio alla copia di coniugi, la quale ha concepito il bambino. Una madre surrogata non potrà avere i diritti nei confronti di tale bambino. Il diritto riproduttivo è un diritto di continuarsi in un'altra persona, e un diritto di dare l’inizio a una nuova vita. Si tratta di un diritto naturale e inalienabile di ogni persona. Sarebbe sbagliato negare questo diritto solo perché la persona avesse i problemi di salute. Il trattamento di maternità surrogata si prescrive alle coppie nelle quali la donna può concepire un bambino, ma per motivi di salute non è in grado di portare al termine la gravidanza. Così un bambino, nato da una madre surrogata, ha un collegamento genetico con la coppia che l’ha concepito e non ha tale connessione con la madre surrogata. Per questo motivo nella norma del Codice di Famiglia dell’Ucraina dai legislatori ucraini è stato sancito il diritto di genitori alla coppia che ha concepito il bambino. È una decisione logica, saggia e, soprattutto, umana, che è stata approvata dai parlamentari ucraini. Di conseguenza, nell'Ucraina non è sbilanciato il diritto di ogni persona che sia naturale e inalienabile di continuare la sua generazione cioè il diritto riproduttivo. Il diritto delle coppie di utilizzare il servizio di donazione di ovociti (ovocellula) è stabilito dall'articolo 123, p. 3 del Codice di Famiglia. Tutti i trattamenti medici collegati al programma di maternità surrogata si regolano dall'Ordine № 771 del Ministero della Salute di Ucraina del 23.12.2008 Il contratto tra i genitori genetici e madre surrogata fa parte dei contratti civili giuridici e si regola dal Codice Civile dell'Ucraina. In effetti, si tratta di un contratto di servizi. Tuttavia è bene ricordarsi, che non tutte le situazioni sono previste dalla legge. Per cui, avviando un programma di maternità surrogata, è importante di redigere un contratto tra i genitori genetici e madre surrogata ben ponderato e corretto. Questo documento dovrebbe essere un aiuto nel risolvere le eventuali questioni e sfumature che potessero sorgere durante l'attuazione del programma. Redigere tale documento può solo un avvocato che ha l’esperienza pratica nella programmazione di maternità surrogata. Gli esperti legali della nostra compagnia vi aiuteranno a redigere e stipulare un contratto professionale. Inoltre, i nostri professionisti vi accompagneranno per tutta la durata del programma, dall'inizio alla fine, tutelando i vostri interessi. Il nostro consiglio di amministrazione di voi - svoltare a professionisti e tenere pienamente responsabile per affrontare la questione della maternità surrogata programma ECO. Essere d`avanguardia e` sempre difficile, le cose nuove percepiscono con ostilita`, ma gradualmente anche loro cominciano a fare la parte importante della nostra vita quotidiana. Le tecnologie innovative nel campo di riproduzione suscitano tante dispute e discussioni. Pero` il vero valore della nostra vita rappresentano tali aspetti, nei quali non si puo` avere un`opinione unica e seguire i consigli degli altri e questi aspetti sono – amore, felicita` coniugale ed educazione di figli. Ognuno di noi vorrebbe essere perpetuato nel corpo di un figlio e di quale vorrebbe avere la cura dal primo giorno della sua nascita e ognuno di noi assolutamente ne ha diritto. L`importante che Voi abbiate la voglia di dare al bambino una piccilo parte del Vostro amore, di essere vicini e di sostenerlo sul cammino della vita. Il Centro di Maternita` surrogata si impegnara`a fondo per farvi abbracciare un bambino Vostro! L'Italia, quale membro dell'unione europea, riconosce validità agli atti del Parlamento Europeo. La comunità ha deciso di regolare la materia in questione con due strumenti alquanto simili: le risoluzioni e le raccomandazioni. Dall'uso di tali strumenti, si può inferire quanto la comunità tenga ad una regolamentazione uniforme del fenomeno pur lasciando ai singoli membri la libertà d'azione necessaria per intervenire in un campo, quale quello del diritto di famiglia, così intimamente legato alla tradizione sociale e giuridica del singolo paese. Ed è tenendo conto di ciò che il Parlamento europeo ha affrontato il problema della maternità surrogata con la <<Risoluzione sui problemi etici e giuridici della manipolazione genetica >> del 1988. Le risoluzioni appartengono a quella serie di atti non previsti espressamente dai trattati e che perciò talvolta suscitano dubbi sulla capacità di vincolare i paesi membri. Le raccomandazioni sono atti esplicitamente non vincolanti, il cui scopo è quello di ottenere che il paese membro tenga un comportamento giudicato come quello più confacente agli interessi comuni. In essa si prende una posizione ispirata alle conclusioni del rapporto Warnock il quale aveva adottato lo <<static approach>>. Tale orientamento ritiene che ogni forma di maternità su commissione sia in generale da respingere. L'articolo 11 della norma in esame, stabilisce inoltre la punibilità di ogni mediazione commerciale concernente il fenomeno ed estende la punibilità anche alle imprese che prendono parte ad un simile commercio. Altre risoluzioni posteriori si incentrano sull'incommerciabilità del corpo umano e sulla tutela della sua dignità. Così nella <<Risoluzione sulla tutela dei diritti umani e della dignità dell'essere umano in relazione alle applicazioni biotecnologiche e mediche>> del 1996 è stata presa una posizione contraria al commercio di embrioni umani senza alcuna eccezione. Questo modello nato in Inghilterra, esprime l'atteggiamento più ostile alla pratica surrogatoria e ne chiede la messa al bando. Il termine static si comprende meglio se esaminato alla luce di un'altra definizione di questo modello: <<status quo approach>>. In tale prospettiva la staticità si fonde con l'anteriorità della situazione. Anteriorità rispetto alla diffusione della tecnica di cui si chiede la radicale cancellazione. Anche in questo passo si ritrovano le posizioni del surrogacy arrangements act del 1985 che tende a colpire con meticolosa precisione ogni forma di sfruttamento commerciale. E' inoltre esplicitamente affermato l'orientamento tendente a garantire l'impossibilità di acquistare, vendere o trattare come un bene commerciabile alcun organo o tessuto umano vivente. Il combinato disposto delle due precedenti deliberazioni trova una particolare applicazione nei contratti di surroga i quali hanno ad oggetto disposizioni commerciali che riguardano gli embrioni in quanto comprendenti un insieme di organi e tessuti umani. Lo stesso orientamento si ritrova in una raccomandazione dell'Assemblea tendente ad estendere all'embrione ed al feto, il rispetto dovuto alla dignità umana con particolare riferimento alle recenti applicazioni mediche ed al fine di evitare qualsiasi commercio di embrioni o di nascituri. La Federazione Russa rientra nel numero di quelle nazioni fortunate, in cui la maternità surrogata è una prassi del tutto legale e viene regolata da effettivi atti normativi. Gli aspetti legali della maternità surrogata sono stabiliti dal Codice di Famiglia della Federazione Russa (art. 51, comma 4, art. 52, comma 3), dai Principi di legislazione della Federazione Russa «Sulla tutela della salute dei cittadini» (art. 35) e dalla Legge federale "Sugli atti dello stato civile" (legge federale № 143, art. 16, comma 5). In Russia è consentito ricorrere alla maternità surrogata esclusivamente sulla base dei requisiti medici stabiliti dalla legge. Lo stato civile degli intended parents non ha nessun significato pregnante. Nella nostra nazione possono ricorrere ai programmi di maternità surrogata anche «genitori single», ovvero soggetti che non sono ufficialmente coniugati. Anche la cittadinanza dei futuri genitori è irrilevante. I cittadini di nazionalità straniera, così come i russi, godono del medesimo diritto alla riproduzione mediante l'impiego della PMA. Secondo la legislazione russa vigente, possono candidarsi a svolgere l’eservizio di madri surrogate tutte le donne di età compresa fra i 20 e i 35 anni (in Ucraina, invece, il limite massimo d'età è 40 anni), che hanno già un proprio figlio, nato sano, che non presentano problemi di carattere psicologico e somatico, che hanno dato volontariamente il consenso alla partecipazione a suddetti programmi. Prima di iniziare il programma di maternità surrogata, sia gli intended parents che la madre surrogata sono tenuti a dare il proprio consenso, in forma scritta, alla partecipazione di tale programma, stipulando inoltre un contratto per la richiesta dei corrispondenti servizi medici. Oltre al contratto con la clinica di riproduzione, vi raccomandiamo fermamente di stipulare un contratto anche con la madre surrogata. In esso devono essere definite le modalità di realizzazione del programma, nonchè regolati i rapporti reciproci fra i futuri genitori e la madre surrogata durante tutte le tappe della realizzazione del programma, i diritti e i doveri delle parti, la modalità di pagamento del compenso stabilito per la madre surrogata, le sanzioni per l'inadempimento degli obblighi contrattuali. Tale documento deve essere stilato preferibilmente presso uno studio legale operante in questo ramo del diritto. Così facendo, dopo il parto la madre surrogata è obbligatoriamente tenuta a dare il proprio consenso affinchè gli intended parents vengano inscritti nel registro di nascita in qualità di genitori del minore. Tale consenso, in forma scritta, viene redatto direttamente nel raparto maternità dopo la nascita del bambino e viene auteniticato dalla firma del personale medico competente e dal timbro dell'ospedale. In seguito, nell'ufficio dello stato civile del luogo di nascita, ovvero del luogo di residenza dei genitori, avviene la registrazione del minore. Gli intended partents ricevono il certificato di nascita del proprio bambino riportante i loro nomi in qualità di genitori. La procedura di registrazione impiega soltanto un giorno. Il nome della madre surrogata non figura sul certificato di nascita del minore. Dopo aver effettuato registrato il minore all’ufficio anagrafe, la madre surrogata perde completamente i diritti sul bambino da lei partorito. Nell’arco dei 15 anni trascorsi dal 1995, data in cui la maternità surrogata è stata legalizzata in Russia, sul territorio della nostra nazione non si è registrato nemmeno un caso in cui la madre surrogata abbia rifiutato di adempiere ai propri obblighi e di consegnare il bambino da lei partorito ai suoi genitori biologici. La clinica Biotexcom si occupa esclusivamente della parte medica relativa al programma di maternità surrogata e risulta responsabile per le conseguenze di carattere legale derivanti dalla realizzazione del suddetto programma. Per ulteriori informazioni su tutti gli aspetti di carattere legale, vi consigliamo fermamente di rivolgervi ad uno studio legale operante professionalmente nell’ambito della «surrogazione». Costituzionalmente protetto; confronto con gli Stati Uniti e la Francia. E' stato osservato come, nella nostra Costituzione, il riconoscimento della libertà di procreare è sempre avvenuto in modo implicito, mancando una sua diretta menzione tra i diritti fondamentali. Nonostante nessuna norma costituzionale vi faccia espresso riferimento, l'ottica personalistica della nostra legge fondamentale colloca la procreazione fra i diritti della persona costituzionalmente garantiti. Gran parte della dottrina propone una ricostruzione della tutela costituzionale del diritto alla procreazione desumendolo dal combinato disposto dall'articolo 2 Cost. da un lato e dagli articoli 29, 30, 31 Cost. dall'altro Se dal primo si evince la tutela dei diritti inviolabili del singolo anche nelle formazioni sociali, di cui la famiglia è l'esempio più lampante, dagli altri si desume la rilevanza costituzionale della procreazione poiché essa costituisce il presupposto logico della filiazione, che è l'aspetto direttamente tutelato dalle norme. Secondo questa impostazione appartiene solo al singolo la scelta sull'an sul quantum e sul quando procreare. Come è stato sostenuto la qualifica del diritto alla procreazione come diritto costituzionale non esclude che esso possa trovare un limite in altri valori costituzionali. Se è vero che il personalismo della nostra Costituzione non pone limiti alle decisioni sul se, quanto e quando procreare, tuttavia nulla è stato detto sul quomodo, ossia sul mezzo con cui tale decisione dovrebbe concretizzarsi. E' su questo punto che si divide la dottrina italiana e straniera. Negli Stati Uniti, ad esempio, si è optato per la libertà di scelta del modo di procreare, con la conseguente estensione della tutela costituzionale anche ai contratti di sostituzione di maternità. L'interpretazione delle norme costituzionali statunitensi e la loro applicazione alla tematica in esame può essere ricostruita attraverso fecondazione artificiale, in Quadrimestre, 1989, pag. 260, il quale riconosce nella procreazione un diritto della persona inviolabile e personalissimo. Dello stesso orientamento è la raccomandazione del Consiglio d'Europa del 1972 che riconosce alle coppie il diritto di decidere il numero dei loro figli e il momento della loro nascita. lo studio di alcuni casi giurisprudenziali, che hanno fortemente determinato lo sviluppo del Common Law in materia. Il primo caso è del 1981, Doe vs. Kelley attraverso il quale si giunse, per la prima volta, alla estensione della protezione costituzionale delle libertà personali ai contratti di maternità surrogata. Il caso riguardava una coppia la quale, dopo aver concluso un accordo di surroga biologica, si era rivolta alla Corte per ottenere una declaration, cioè la dichiarazione di illegalità di un atto legislativo tendente ad inibirne l'esecuzione da parte della pubblica amministrazione, contro la legge che vieta la dazione di un compenso nelle procedure adottive; in quanto ritenuto preclusivo del diritto alla procreazione, contenuto nel XIV emendamento della Costituzione degli Stati Uniti che riconosce il diritto alla privacy. Il termine va inteso come sfera di libertà personale nella quale non è ammessa alcuna ingerenza statale; ambito che, a pieno titolo, comprende la decisione di procreare o meno. Naturalmente, si decide, e qualunque sia il modo di non scegliere, ti vogliamo raggiungere il risultato desiderato, diventare felice genitori e di trovare un bellissimo bambini! |



